Quattro domande a Paola Bernascone


Paola Bernascone è la presidente dell’Università Popolare di Vercelli che con la collaborazione iniziale del Kiwanis Club di Vercelli ha cambiato volto a questa istituzione, diventata un riferimento per la città e per il suo territorio. Sotto la sua guida in questi anni è come se si fosse assistito ad un fuoco d’artificio coloratissimo di iniziative, del tutto coerenti con lo spirito fondativo dell’Università Popolare, elaborato a metà Ottocento e rivolto alle persone che quotidianamente faticano con il lavoro. Ultimamente ha inventato i “Bignamini dell’informazione e dell’apprendimento” come oggi, nell’era dell’informatica, dovrebbe essere il primo approccio al sapere: pillole che con rapidità introducono agli indispensabili approfondimenti.

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4 domande a Giampiero Marchiori

Piero Marchiori, fotografo professionista da oltre un trentennio, parla di fotografia applicata alla comunicazione stupendosi un poco, ma non troppo, sulla rapidità con cui oggi tutto avviene. E fa un esempio che riguarda il suo mestiere: le macchine fotografiche, ovviamente digitali, con i dispositivi incorporati per la mail, in modo che il reporter non perda tempo. Scatta e trasmette dal suo apparecchio  perché l’immagine appena catturata giunga in tempo reale al giornale e alla rivista. E’ quello che accade con gli smartphone e i tablet. Soltanto che la differenza c’è, ed è anche molta. Chi scatta occasionalmente, in genere lo fa anche senza pensare perché gli si presenta la circostanza. Chi agisce professionalmente, deve invece tener conto di una serie di fattori: luci, circostanze del momento, persone, contesti di spazio e di tempo. Ma soprattutto rende razionale una emozione che trasmette immediatamente alla macchina fotografica, sempre meno disposta nella sua meccanicità a lasciargli tempo.

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Perché non beviamo la nostra acqua? Quattro domande a Federico Perini

Vercelli e il suo territorio sono chiamati terre d’acqua. Perché dalla metà del Settecento su una superficie di circa 100.000 ettari è il regno della risaia, preminente sulle altre attività economiche, come anche nel Novarese e nella Lomellina Pavese. Gli specialisti della Associazione di irrigazione Ovest Sesia, fondata da Camillo Cavour nel 1853 e della Associazione Est Sesia, nata a Novara nel 1923,  osservano puntualmente che la ricchezza idrica è proprio dovuta alle risaie che alimentano le vene d’acqua superficiali, ugualmente sostenendo la superficie e i suoi monumenti con un cuscinetto idrico che accentua la sua funzione da aprile ad agosto, i mesi della coltivazione annuale del riso.

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Quattro domande a Don Gian Franco Brusa

Serata conviviale degli auguri per il Natale 2014 al Kiwanis Club di Vercelli. Piero Castello, il presidente, ha voluto per la circostanza, la riflessione di un sacerdote del territorio, ogni giorno perché parroco con un rapporto continuo con la popolazione. Infatti è dalla gente, con naturalezza e tante volte con sofferenze che all’esterno, parlando, si stagliano i problemi che grazie alla loro comprensione alleggeriscono un po’ la difficile arte di vivere. La Fede, quando c’è, aiuta. E quando si ha l’impressione che non esista, fa capolino da un angolo talvolta nascosto dal peso esistenziale. E, alla fine, la Fede è rintracciata in mille modi diversi anche dai più agnostici che talvolta giungono a negare la nostra umanità che si intreccia con la Divinità, perché così la Divinità ci vuole persone, donne e uomini. Don Brusa l’11 dicembre, alla serata degli auguri kiwaniani ha accettato di proporre la sua riflessione. Ed ha anche accettato per il sito del Kiwanis Club di Vercelli di ampliare un po’ la sua missione di sacerdote, quale ospite rispondendo dalle quattro domande che, ormai per tradizione, sollecitiamo dai nostri amici che sono anche i nostri ospiti assai graditi. Don Gian Franco, diventando parroco di Asigliano con il suo ministero ha accettato una importante eredità anche storica. Asigliano  è una importante località del Vercellese dove ogni anno si corre il palio dei buoi in ricordo della fine della peste, una pandemia storica secondo i documenti e la tradizione nei secoli scorsi dentata un “castigo divino”. E anche Ronsecco, nel cuore della pianura delle Grange, è molto importante bonificata dai Benedettini. Ma don Brusa è anche stato parroco della chiesa di Rione Aravecchia di Vercelli dove don Luigi, un altro sacerdote che anche si identificò con gli ultimi, nella sua vita dimostrò che le periferie non esistono. Tocca a noi mantenerle in una categoria sociale dove l’altro, cioè l’umanità, più conta.

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