Intervista a Luigi Bavagnoli, fondatore di Teses e tanto altro

Passione. Soprattutto passione per quello che sta sotto ma che anche sopra è avvolto da un po’ di mistero o suscita molta curiosità  la quale è il “sale” di ogni vera cultura. Luigi Bavagnoli, molto noto per il casco da speleologo, che è uno dei suoi distintivi, ha un curriculum professionale da fare invidia. Nel 1996, cioè 18 anni fa, come se fosse nulla a Vercelli ha fondato l’associazione speleo-archeologica Teses chiamando intorno a sé ragazzi e ragazze specialisti in fotografia e informatica-elettronica che, quindi, non sono specialità all’antica. Poi a Bolsena si è imposto al primo Congresso Nazionale di Archeologia del Sottosuolo. Era il 2005. Da quell’anno sono venuti tutti gli altri suoi successi che hanno ripagato lui e tutti i suoi collaboratori della passione che collettivamente dimostrano. Relatore e Consigliere per quattro anni della Federazione Nazionale Cavità Artificiali. Relatore a Volterra di un altro Congresso della specialità. Ma, soprattutto, personalità televisiva sulla rete di mamma Rai e di altre reti importanti e scrittore che, una volta al mese, pubblica sul giornale La Sesia le sue scoperte, talvolta problematiche e le sue esperienze del sopra e del sotto che irresistibilmente avvincono. A Luigi Bavagnoli abbiamo rivolto quattro domande che per il sito del Kiwanis Club sono già diventate una tradizione.

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Franco Lobascio e L’Oled dietro l’angolo

Figlio d’arte, 49 anni e diploma di perito elettronico all’Omar di Novara, Franco Lobascio lavora dall’età di 14 anni nel mondo dell’informatica prima come tecnico televisivo a Videonord, poi anima tecnica della tipografia Gallo di Vercelli fondata da suo nonno Cesare. Ogni anno, da quando ha i calzoni corti risolve i complessi problemi quotidiani posti dalle tecnologie informatiche in un mondo in incessante evoluzione in cui anche lavorano lo zio Pino Rinaldi designer  di automobili  un tempo grafico di fiducia di Francis Lombardi, la mamma Mariuccia che a 43 anni non ebbe paura di affrontare l’uso delle prime IBM a strisce e suo cugino Cece Rinaldi. Per la seconda volta è anche presidente della CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato di Vercelli).

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