Mario Lorenzoni: il business e l’arte fra le provette

(en.vi.Quesito: ma che cosa ci fa un farmacista in mezzo all’arte che, come in Toscana, sgorga da ogni zolla?
Risposta: ma perché siamo in Toscana, da dove i tesori artistici zampillano da ogni zolla, patria di Lorenzo il Magnifico che sapeva rendere compatibili affari e arte, una delle importanti manifestazioni di saper “mercatare”, sapendo collocare ogni opera dell’ingegno al suo giusto posto.
Mario Lorenzoni è uno di questi personaggi che lo zampillare delle opere d’arte lo coglie e lo fa cogliere da ogni zolla. E lo si capisce dal suo curriculum personale e professionale. E’ nato a Sarteano di Siena e ha frequentato il liceo scientifico, però nella etrusca Viterbo. Ma le “griglie” astruse della matematica liceale non lo interessavano tanto. E allora, non rinunciando alla amata arte è andato a Bari e si è laureato in Farmacia. Da allora, forse la grande lezione del “mercatore” Lorenzo il Magnifico ha per un po’ preso il sopravvento: il dottore in farmacia Mario Lorenzoni ha così imboccato il tunnel rinascimentale della formazione negli affari. Prima economia e finanza all’istituto ISTUD di Varese, poi strategia di marketing all’istituto INSEAD di Fontainbleau.

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Intervista a Luca Brusotto in occasione della serata Kiwanis alla mostra "Il nostro antico popolo di legno"

( En.Vi.) Il Museo Leone ha aperto ai burattini della famiglia Niemen, traccia sopravissuta dell’Ottocento vercellese e della Italia del Nord, anche se la mostra il nostro antico popolo di legno richiama le epopee dei Pupi Siciliani con radici antichissime. Alla inaugurazione della Mostra, alla fine di gennaio, Gianni Mentigazzi, presidente del Museo Leone, ha ribadito: ci troviamo in presenza di una manifestazione di cultura. Nel XIX Secolo, le commedie con i burattini di Bruno Niemen erano comunicazione, più avanti sostituita da altri mezzi di rapporto sociale con il pubblico. Nella intervista che segue, Luca Brusotto, da non molto tempo conservatore del Museo Leone, “entra” nel significato della mostra dedicata al Nostro antico popolo di legno (i burattini di Eliseo Bruno Niemen e della sua famiglia, raccolti religiosamente, con intenti storici e filologici). Il Kiwanis Club di Vercelli, presieduto da Rachele Orsani, con la collaborazione del Museo Leone e della famiglia Niemen, che ha recentemente avuto un riconoscimento internazionale, ha dedicato una serata “dal vivo” nel Museo Leone all’antico popolo di legno.

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4 domande a Luigi Rizzo

L’ingegner Luigi Rizzo è arrivato a Torino da Decollatura (Catanzaro) con la famiglia quando aveva otto anni. La sua località di origine, è particolare: su 3.000 abitanti, la maggior parte è in possesso di laurea. Appassionato di matematica e di calcolo, Rizzo si è prima laureato in ingegneria civle, quindi in matematica. Adesso sta seguendo studi in Fisica Nucleare. Per lui la matematica ha  ”aspetti curiosi che vanno approfonditi. Luigi Rizzo, invitato da Rachelina Orsani e dal Kiwanis Club di Vercelli, parlerà sulla matematica curiosa”. All'ospite, deKiwanis Club di Vercelli le consuete quattro domande al conferenziere, non perdendo di vista il problema dell’insegnamento della matematica nelle nostre scuole superiori.

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Quattro domande a Dino Olivetta

Ormai, imboccando la rete autostradale, abbiamo acquisito questa abitudine: ritrovate i tanti segnali che indicano i servizi essenziali per chi è in viaggio. Dall’inizio degli anni Duemila, l’organizzazione degli amici della via Francigena, con il logo corrispondente alla silouette di un viandante medioevale, puntualmente gli appassionati dell’andare lentamente e a piedi, sulle vie francigene ci hanno abituati a ritrovare tutti i segnali di servizio: per nutrirci, per dormire e riposare negli ostelli, per scoprire i luoghi del cuore di cui è ricca anche la Pianura Padana, in particolare il Piemonte e l’affascinante risaia occidentale e orientale ricca di castelli, santuari, cascine che fino ai primi anni del Novecento erano i nuclei principali di villaggi sospesi fra acqua (delle risaie) e cielo.
Gli amanti di Vercelli della via Francigena, sul tracciato importante di una delle tre vie medioevali (dalla valle di Susa, dalla Valle d’Aosta e dal Torinese) si sono costituiti in Associazione adesso con un centinaio di aderenti. E hanno istituito una microstruttura per la gestione, con un vertice amministrativo cui appartengono il presidente Gianfranco Musso, il tesoriere Franco Conti e il tesoriere Dino Olivetta.

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