Una sede per i burattini e i fondali teatrali di Bruno Niemen

Al Museo Leone, che ha già ospitato una mostra dedicata ai burattini di Eliseo Bruno Niemen, intitolata “Il nostro antico popolo di Legno”, il Kiwanis Club di Vercelli, presieduto da Rachele Orsani, giovedì 11 febbraio ha concluso il Carnevale con lo spettacolo speciale, testo di Gualberto Niemen scritto nel secolo scorso, animazioni e voci di Eliseo Bruno Niemen.
Questo il titolo della commedia, solo allestita per i soci del Kiwanis Club: “I briganti del Castello”. Protagonista principale Gianduja, la classica maschera piemontese, scaturita nel Settecento dalla tradizione astigiana. E questo il nome effettivo di Gianduja: Giuvan dla duja (il salume regionale, con tanti riferimenti alimentari alla civiltà contadina che Eliseo Bruno Niemen, con i suoi burattini e i suoi spettacoli recupera avendo il grande gradimento del pubblico, bambini in particolare.

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Per il Kiwanis Club carnevale al Museo Leone con i pupi di Eliseo Niemen e i Briganti del Castello

Primo a Vercelli, dopo il Museo Leone presieduto da Gianni Mentigazzi, il Kiwanis Club vercellese, presieduto da Rachele Orsani, adotta Eliseo Bruno Niemen e i suoi burattini. Una rappresentazione speciale all’interno del Museo è stata programmata per la serata di giovedì 11 febbraio. Eliseo Bruno Niemen, che ha appena avuto il Patrocinio dell’Unesco, organismo internazionale culturale delle Nazioni Unite, ha offerto i materiali racconti negli anni dalla sua famiglia. E’ così stata allestita una mostra nel Museo Leone. Nella inaugurazione solenne di sabato 31 gennaio, presenti i rappresentanti dell’Unesco, Gianni Mentigazzi, già docente di lettere all’Istituto Magistrale, nella sua introduzione ha ricordato come i burattini fossero teatralmente presenti ai tempi di Cavour, e che ancora a Vercelli si ricorda una festa al Teatro Civico. Il professor Mantigazzi ha insistito per un altro aspetto: i burattini di Eliseo Bruno Niemen sono “cultura allo stato puro”, quindi ben collocati nel Museo Leone, testimonianza di “vercellesità”.

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Con il velo l’avvenenza della dama rinascimentale

Poco lontano da Vercelli, dagli archeologi fu scoperta una tomba di una coppia mista: lui di stirpe latina, lei di stirpe germanica. Dentro la tomba, oggetti che richiamavano il gusto dell’abbigliamento barbarico e di Roma. Più di mille anni fa, in pieno Medioevo, era la testimonianza della integrazione culturale fra le orde calate dal Nord e i Romani, considerati portatori di civiltà.
Invitato dal Kiwanis Club di Vercelli, presieduto da Rachele Orsani, giovedì 28 dicembre con la citazione di questa testimonianza archeologica, il critico d’arte Gabriele Marazzina ha introdotto la sua conferenza dedicata a “come vestiva il Piemonte dal Medioevo al Settecento”. Del Piemonte e non “dei piemontesi” perché, anche secondo Marazzina, la regione era divisa in due, con annotazioni di moda che si sono protratte fino ai nostri giorni: il Piemonte Occidentale, tributario della cultura dei Savoia e francese; e il Piemonte Orientale che ha subito le influenze lombarde della casata di Ludovico il Moro e, più su, degli austriaci e di Vienna.

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I Piemontesi in cinque secoli, i loro abiti e a tavola

In Piemonte, come vestivamo, e a tavola quali cibi comparivano? Senza girare la domanda agli storici e alla cultura regionale per i secoli che ci separano dal Medioevo, in queste settimane basterebbe soffermarsi sui vestiti settecenteschi di Bela Majn e Bicciolano. Oppure, soffermarsi sull’abbigliamento rappresentato dagli affreschi quattro-cinquecenteschi di Gaudenzio Ferrari in San Cristoforo a Vercelli. O anche sfogliare il poema sul riso del veronese Giovan Battista Spolverini e ammirare le incisioni di scuola veneziana che corredano il volume il quale, per primo, descrisse la coltivazione del cereale arrivato nel XV secolo grazie a Ludovico il Moro signore di Milano e alla Repubblica di Venezia.
I quesiti, di storia regionale e di sociologia, sono stati sollevati da Rachele Orsani, presidente del Kiwanis Club di Vercelli, associazione che sempre più si occupa della cultura, oltre che fortemente della tutela dei bambini. E le risposte sono state individuate con la collaborazione di Gabriele Marazzina, critico d’arte torinese il quale opera professionalmente in tre regioni: Piemonte, Lombardia e Valle d’Aosta. Marazzina che si è laureato a Torino in storia dell’arte e che ha collaborato con il Centro Pannunzio del capoluogo subalpino, con l’associazione culturale Le Grange di Crescentino e con il Museo Leone di Vercelli, su invito di Rachele Orsani e del Kiwanis Club, giovedì 28 gennaio al Circolo Ricreativo vercellese svilupperà questo tema, con le caratteristiche e la moda nel corso di cinque secoli. Questo il titolo della sua conferenza: Come vestivano i Piemontesi dal Medioevo al Settecento.

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Un latte prezioso e una generosa mamma indiana

Il latte materno è unico e caratterizza la specie umana. La dottoressa Elena Uga, nella sostanza, introduce così la sua nota di presentazione in un salone del Seminario Arcivescovile di Vercelli, generosamente messo a disposizione del Kiwanis Club di Vercelli, presieduto da Rachele Orsani. Lo sviluppo del tema, seguito da una conviviale di beneficenza dalle sorprese positive anche riguardante lo specifico argomento, nella serata di giovedì 14 gennaio è stata promossa e indetta dal Kiwanis Club per  il sostegno della Banca del Latte, costituita negli anni Settanta per una intuizione dell’allora primario di pediatria professoressa Paola Cerruti, mentre ora il reparto è retto dal professor Gianni Bodo, presente alla manifestazione. Nella  serata, la “pennellata storica” sulla pediatria a Vercelli e sulla Banca del Latte è stata tracciata dal dottor Sandro Provera che della professoressa Paola Cerruti fu prima stretto collaboratore e, poi, successore. Va, inoltre, ricordato che allora, sostenne la Banca del Latte costituenda Murizia Brusa-Ciocchetti, scomparsa qualche tempo fa.

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Il Kiwanis istituisce all’ospedale di Vercelli borsa di studio per il coordinatore della Banca del Latte

Per gli immaturi, il latte materno che le neo mamme non sempre dispongono a sufficienza, è un alimento essenziale. Esso può essere reso disponibile dalle Banche del Latte, in Piemonte funzionanti in tre strutture ospedaliere: nella “città della salute” a Torino presso il presidio ospedaliero Regina Margherita nonché presso il presidio ospedaliero Sant’Anna; all’ospedale Santa Croce di Moncalieri; all’ospedale Sant’Andrea di Vercelli. In Italia “banche del latte” operano a Milano, Brescia, Cosenza. E in Europa sono una trentina allestite e funzionanti, in particolare, in Francia e in Svezia.
La “Banca del Latte” di Vercelli al Sant’Andrea, creata nel 1971, denominata Lactarium, fu una intuizione e il risultato delle iniziativa della professoressa Paola Cerutti, allora primario di pediatria. Il servizio Lactarium fu intitolato a Maurizia Brusa che si diede molto da fare per il suo funzionamento.

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Convivio in seminario per Banca del Latte e Borsa di studio per medico pediatra

Il 14 gennaio in Seminario Arcivescovile, messo a disposizione del Kiwanis Club di Vercelli, presieduto da Rachele Orsani, si parlerà della Banca del Latte nonché del nutrimento del latte materno in modo speciale dei bambini immaturi. Infatti il latte materno, negli scorsi decenni largamente utilizzato grazie alle balie provenienti dalle aree rurali, è considerato un alimento prezioso e insostituibile.
L’appuntamento del Kiwanis Club di Vercelli è proposto come conviviale di beneficenza. Il ricavato sarà utilizzato per la istituzione di una borsa di studio che il Kiwanis di Vercelli assegnerà al coordinatore della Banca del Latte, costituita negli anni Settanta.

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Il salvadanaio della speranza

Credo che l’unico augurio da formulare sia quello di non perdere mai la speranza: sperare che l’uomo riscopra quei valori di moralità, di solidarietà, di bontà che debbano essere al primo posto per garantire buoni rapporti fra uomo e uomo, fra famiglia e famiglia, fra nazione e nazione”. Così Rachele Orsani, presidente del Kiwanis Club di Vercelli per l’anno 2015/2015, nella pergamena di augurio si è rivolta ai soci del suo Club di servizio e al territorio vercellese nel quale il sodalizio opera.
La pergamena della Orsani riporta un lungo testo, elencando tutte le speranze, guida per la popolazione, predisposto e firmato da Rachele, distribuito al convivio affollatissimo degli auguri natalizi, svoltosi giovedì 10 dicembre nel circolo ricreativo vercellese. La presidente kiwaniana ha ripreso alcuni concetti fatti propri da monsignor Giuseppe Cavallone conferenziere della serata, uno dei vicari dell’archidiocesi di Sant’Eubebio.
Serata atipica rispetto al passato, già in parte innovata dal past president Piero Castello (anno 2014/2015), per altre due variazioni che anche riguardano il periodo che ancora stiamo attraversando con le vicende di alcune banche toscane e il costume, il quale influenza la comunicazione sociale: il dono a tutti i soci di un salvadanaio, confezionato appositamente in provincia di Siena; e la satira nonché l’ironia del tutto rispettosa per i presenti, attuata da Fiammetta Olivieri, Toni Liotta della scuola teatrale romana diretta da Gigi Proietti, mattatore delle reti televisive italiane, nonché dal musicista Fabio Serafini che, non cedendo al “complesso di inferiorità” il quale si sta facendo strada adesso,  con brani musicali della tradizione italiana e  occidentale, ha dato testimonianza della nostra musica.

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Precipitazioni intense, cambiamento e gestione del territorio

Giovedì 26 novembre, durante la conviviale del Kiwanis Club, si è parlato di tematiche legate all’instabilità del clima, alla gestione del territorio ed alle problematiche connesse alla necessità del risparmio dell’acqua. Relatore della serata il prof. Mauro Greppi, Professore Ordinario di Idraulica Agraria e Sistemazioni Idraulico Forestali presso il Politecnico di Milano, membro del Consiglio dell'Associazione Italiana di Ingegneria Agraria, socio dell'European Agricultural Engeneering, e del Gruppo Nazionale di Idraulica, nonché autore di più di cento pubblicazioni scientifiche e collaboratore di diverse riviste specializzate.

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Stroppiana, la scuola primaria e i diritti dell'infanzia

Il nostro Club, per festeggiare la giornata Mondiale sui Diritti dei Bambini e dell'Infanzia si è spostato nella SCUOLA PRIMARIA DI STROPPIANA.
Abbiamo trovato un ambiente sobrio ed accogliente e i bambini, tra i sei e i nove anni, ci hanno dimostrato un grande interesse per l'argomento, peraltro già anticipato dalle loro insegnanti.
Dopo aver visto il primo dei tre filmati, alla specifica domanda di esprimere i loro pensieri, i bambini non hanno esitato a rispondere con molta passione.

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