Gli abiti di pagine di giornale di Cinzia Verni

Cinzia Verni, nata nel 1962, toscana che vive a Corciano (Siena) e che lavora a Perugia, appartiene a quella schiera di giovani artisti che, come gli antichi artigiani, hanno accettato una indicazione proveniente dal nostro attuale modo di vivere: anche i “materiali di risulta” che intasano i nostri magazzini, o appesantiscono i nostri bei paesaggi con le “discariche”, possono essere trasformati in opere di fantasia, in più di un caso in opere d’arte. La filosofia tutta italiana, ma anche europea, dell’”usa e getta” nelle nostre città ha determinato veri e propri contraccolpi anche da un punto di vista economico, che possono essere riassunti così: ciascuno di noi, talvolta neanche rendendosene conto, produce rifiuti calcolati fino a 489 chilogrammi pro capite. E in fogli di giornale e riviste, oppure in carta da pacchi e cartoni, ciascuno di noi getta via fino a 56/57 chilogrammi cui si aggiungono vetri fino a 35/ 40 chilogrammi, plastica fino a 18 chilogrammi, tessili fino a circa tre chilogrammi.

Leggi tutto...

Cattedrali italiane difese dal marketing e dagli accordi con le curie vescovili sul rispetto del culto

(en.vi.) Invitato dal Kiwanis Club di Vercelli, presieduto da Rachele Orsani, giovedì 10 marzo Mario Lorenzoni, già resposabile della “fabbriceria” del Duomo Senese, dedicato a Santa Maria Assunta, ha parlato della nascita delle “fabbriche” per tutelare le nostre cattedrali (in Italia più di 500) nonché per favorire l’accesso dei fedeli nelle stesse.
La esperienza di Lorenzoni, farmacista e manager di multinazionali del farmaco, è durato anni. E la curia di Siena lo ha prescelto proprio per queste qualità professionali. Infatti a Siena, proprio per valorizzare il Duomo di Santa Maria Assunta, la curia arcivescovile cercava appunto un manager, magari digiuno di storia dell’arte ma abile a far quadrare i conti, fondamentali per i programmi di restauro della cattedrale. E Lorenzoni, nominato presidente dell’Opera Metropolitana di Siena, si mise all’opera avendo presenti questi due criteri: i fedeli, con la curiosità stimolata per le chiese e le opere d’arte in generale, come in un museo e come all’estero debbono pagare il ticket per la visita; l’accesso per ragioni di culto, come del resto è in tutte le cattedrali, deve essere regolato con un accordo con le curie vescovili.

Leggi tutto...

Sognando a Vercelli la “fabbrica” di Sant’Andrea

(en.vi.) Mario Lorenzoni, laureato in farmacia, manager aziendale di multinazionali del farmaco, come tutti i toscani è un estimatore di monumenti e opere d’arte. E’ anche presidente dell’Opera della Metropolitana di Siena, in breve della “fabbrica” che provvede alle magagne del tempo del duomo di Siena, gotico-romanico incominciato nel 1220 e ultimato nel 1370, dedicato a Santa Maria Assunta. Il duomo di Siena è dunque coevo della vercellese basilica di Sant’Andrea. Il dottor Lorenzoni, invitato per giovedì 10 marzo da Rachele Orsani presidente del Kiwanis Club di Vercelli parlerà, fra l’altro, del ruolo dell’economia in rapporto ai monumenti architettonici e alle opere d’arte.
In qualità di presidente e provveditore dell’Opera della Metropolitana di Siena, nei primi anni Duemila Mario Lorenzoni ha affrontato il restauro delle soffitte di Santa Maria Assunta che è stata restituita ai senesi e ai turisti nella primavera del 2013. Dalle soffitte e dai sottotetti del duomo senese si domina un paesaggio fra i più belli della Toscana, quindi testimonianza e incentivo di un investimento per rendere ancora più importante un territorio. Papa Francesco per ringraziarlo del completamento dell’opera di Santa Maria Assunta, ha insignito Lorenzoni della commenda di San Gregorio Magno.

Leggi tutto...

Le Neuroscienze contro una malattia chiamata cancro

(en.vi.) L’inviato del quotidiano torinese La Stampa Mimmo Càndito è sopravissuto al tumore ad un polmone, forse anche contratto in zona di guerra a causa dell’uranio arricchito, depositato a tonnellate sui terreni di scontro, dove si usano armi sofisticate e sempre più pericolose. Secondo le ipotesi, per Oriana Fallaci, inviata del Corriere della Sera e dell’Europeo era andata diversamente con il suo decesso. Ed è per adesso andata diversamente per i militari, in questo caso italiani inviati, in Afghanistan e Iraq, che non riescono a farsi riconoscere la “causa di malattia” contratta a causa dell’uranio arricchito. A quanto pare, i residui non costituiscono un freno “poiché esso non lo è per le lobbies che condizionano i fabbricanti di armi da guerra, le quali non considerano mai gli effetti ipotetici del’uranio arricchito”.
Sullo sfondo, questa minaccia mortale della tragedia infinita della guerra e delle armi usate dai belligeranti (oltre cento giornalisti italiani morti), profilatasi in relazione alla presentazione del volume “55 Vasche” del giornalista Mimmo Càndito, avvenuto giovedì sera 3 marzo prima alla Libreria Mondadori di corso Libertà, quindi nella sede del Kiwanis Club, presieduto da Rachele Orsani, in via Galileo Feraris, anche presente Stefano Farese, luogotenente kiwaniano per il Piemonte.

Leggi tutto...

Càndito, 55 vasche, il cancro, la professione

Il suo ultimo libro è “55 Vasche, il cancro (anzi due) e lo sport”, edizione Rizzoli. Mimmo Càndito inviato di guerra de “La Stampa” di Torino, scrittore, docente universitario di linguaggio giornalistico in questo volume, da poco in libreria, racconta due guerre mortali in cui è sopravissuto: l’aggressione ai polmoni del cancro sempre in agguato e, in zona di guerra, la morte che si profila in ogni istante e “vigliacca” travolge le popolazioni civili facendole pagare un prezzo troppo elevato.
“55 Vasche” per iniziativa del Kiwanis Club, presieduto da Rachele Orsani, in accordo con la “Libreria Mondadori” di corso Libertà a Vercelli, sarà presentato giovedì’ 3 marzo, inizio dell’incontro alle 18. Successivamente Càndito sarà ospite del Kiwanis Club al Circolo Ricreativo, sede vercellese del club.

Leggi tutto...

Kiwanis: I bambini hanno diritto alla felicità

Vittorio Barbonaglia, un bambino di nove anni di Stroppiana, ha vinto il concorso di disegno e di ideazione, bandito dal Kiwanis Club di Vercelli, presieduto da Rachele Orsani. E l’altra sera, con accanto i genitori e la sua insegnante Maddalena  Cardano, è stato premiato solennemente in una conviviale indetta dal Kiwanis Club al Circolo Ricreativo di via Galileo Ferraris. Il “remigino” Vittorio Barbonaglia frequenta il plesso scolastico stroppianese, diretto dalla dottoressa Fulvia Cantone. Alla cerimonia “inconsueta”, come ha fatto rilevare Rachele Orsani perché per la prima volta testimonia l’apertura del Kiwanis direttamente alle scuole, il comune di Stroppiana (sindaco Guseppino Carenzo) è stato rappresentato dal vice sindaco avvocato Maria Grazia Ennas.

Leggi tutto...

Con i loro disegni i bambini di Stroppiana illustrano per il Kiwanis i problemi didattici

I bambini della scuola primaria di Stroppiana, appartenenti al circolo didattico diretto dalla dottoressa Fulvia Cantone, con 29 loro disegni hanno illustrato i problemi che riguardano il loro corso di studi. La “squadra di piccoli illustratori” è stata guidata dall’insegnante Maddalena Cardano. Il Kiwanis Club, presieduto da Rachele Orsani, come del resto il Kiwanis International, ha per la sua primaria mission istituzionale ogni iniziativa di service che tuteli l’infanzia e ne promuova in suo sviluppo, come previsto dalla “Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia” promulgata dalle Nazioni Unite nel 1989, nonché dalla Carta di Treviso e dai suoi aggiornamenti voluti dall’Ordine dei Giornalisti e dalla Federazione della Stampa Italiana. E’ la prima volta che il Kiwanis Club di Vercelli chiede l’aiuto diretto della scuola e dei suoi alunni per mettere a fuoco le problematiche fra docenti e discenti, in queste settimane purtroppo diventate un oggetto della cronaca giornaliera.
Giovedì 25 febbraio, le scuole di Stroppiana in una serata dedicata all’infanzia e ai suoi problemi, saranno ospiti del Kiwanis Club. Presente per il Circolo Didattico la direttrice dottoressa Fulvia Cantone con Paolo Petracini e la insegnante Maddalena Cardano.

Leggi tutto...

Una sede per i burattini e i fondali teatrali di Bruno Niemen

Al Museo Leone, che ha già ospitato una mostra dedicata ai burattini di Eliseo Bruno Niemen, intitolata “Il nostro antico popolo di Legno”, il Kiwanis Club di Vercelli, presieduto da Rachele Orsani, giovedì 11 febbraio ha concluso il Carnevale con lo spettacolo speciale, testo di Gualberto Niemen scritto nel secolo scorso, animazioni e voci di Eliseo Bruno Niemen.
Questo il titolo della commedia, solo allestita per i soci del Kiwanis Club: “I briganti del Castello”. Protagonista principale Gianduja, la classica maschera piemontese, scaturita nel Settecento dalla tradizione astigiana. E questo il nome effettivo di Gianduja: Giuvan dla duja (il salume regionale, con tanti riferimenti alimentari alla civiltà contadina che Eliseo Bruno Niemen, con i suoi burattini e i suoi spettacoli recupera avendo il grande gradimento del pubblico, bambini in particolare.

Leggi tutto...

Per il Kiwanis Club carnevale al Museo Leone con i pupi di Eliseo Niemen e i Briganti del Castello

Primo a Vercelli, dopo il Museo Leone presieduto da Gianni Mentigazzi, il Kiwanis Club vercellese, presieduto da Rachele Orsani, adotta Eliseo Bruno Niemen e i suoi burattini. Una rappresentazione speciale all’interno del Museo è stata programmata per la serata di giovedì 11 febbraio. Eliseo Bruno Niemen, che ha appena avuto il Patrocinio dell’Unesco, organismo internazionale culturale delle Nazioni Unite, ha offerto i materiali racconti negli anni dalla sua famiglia. E’ così stata allestita una mostra nel Museo Leone. Nella inaugurazione solenne di sabato 31 gennaio, presenti i rappresentanti dell’Unesco, Gianni Mentigazzi, già docente di lettere all’Istituto Magistrale, nella sua introduzione ha ricordato come i burattini fossero teatralmente presenti ai tempi di Cavour, e che ancora a Vercelli si ricorda una festa al Teatro Civico. Il professor Mantigazzi ha insistito per un altro aspetto: i burattini di Eliseo Bruno Niemen sono “cultura allo stato puro”, quindi ben collocati nel Museo Leone, testimonianza di “vercellesità”.

Leggi tutto...

Con il velo l’avvenenza della dama rinascimentale

Poco lontano da Vercelli, dagli archeologi fu scoperta una tomba di una coppia mista: lui di stirpe latina, lei di stirpe germanica. Dentro la tomba, oggetti che richiamavano il gusto dell’abbigliamento barbarico e di Roma. Più di mille anni fa, in pieno Medioevo, era la testimonianza della integrazione culturale fra le orde calate dal Nord e i Romani, considerati portatori di civiltà.
Invitato dal Kiwanis Club di Vercelli, presieduto da Rachele Orsani, giovedì 28 dicembre con la citazione di questa testimonianza archeologica, il critico d’arte Gabriele Marazzina ha introdotto la sua conferenza dedicata a “come vestiva il Piemonte dal Medioevo al Settecento”. Del Piemonte e non “dei piemontesi” perché, anche secondo Marazzina, la regione era divisa in due, con annotazioni di moda che si sono protratte fino ai nostri giorni: il Piemonte Occidentale, tributario della cultura dei Savoia e francese; e il Piemonte Orientale che ha subito le influenze lombarde della casata di Ludovico il Moro e, più su, degli austriaci e di Vienna.

Leggi tutto...