Le collane delle donne ugandesi per pagare i macchinari diagnostici nel Medical Centre

Avere disponibilità, perché le strutture sanitarie funzionino senza interruzioni e il personale sanitario sia sempre formato con la collaborazione dei medici italiani e vercellesi. Su questo tema, giovedì 28 maggio, proposto dal Kiwanis Club di Vercelli presieduto da Piero Castello, il dottor Francesco Coggiola, specialista in ostetricia e ginecologia nonché dirigente del Policlinico di Monza, che anche gestisce la clinica vercellese Santa Rita ha parlato della sua esperienza in Uganda, stato dell’Africa Centrale dove i medici della risaia hanno reso possibile il funzionamento del Benedict Medical Centre, sorto a Luzira Kampala, capitale dell’Uganda. Il centro neonatale si aggiunge alla serie di iniziative in funzione della formazione dei giovani medici e sanitari di strutture assistenziali della popolazione avviate da tanti anni dal padre missionario John Calabrini. Le sale operatorie e le apparecchiature diagnostiche sono il risultato di un impegno del Policlinico di Monza nonché della devoluzione benefica di privati del Piemonte, in particolare Asti Casale e adesso Vercelli a cui il Kiwanis Club locale si sta rivolgendo.

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Il WE Build, io costruisco, a Giovanni Pellielo campione olimpionico

All’unanimità, il Consiglio Direttivo del Kiwanis Club di Vercelli, presieduto da Piero Castello, su proposta di Gianni Marino già presidente del sodalizio vercellese, ha conferito il riconoscimento We Build, noi costruiamo al campione olimpionico Giovanni Pellielo nell’ambiente sportivo della specialità tiro al piattello anche conosciuto come Johnny. Questa la motivazione ufficiale che figurerà sulla targa che sarà consegnata a Giovanni Pellielo giovedì 14 maggio nel Castello degli Avogadro di Quinto Vercellese: Olimpionico. Nel suo Palmares 117 riconoscimenti italiani e mondiali. Anima del Poligono di tiro a volo vercellese frequentato dal Jet Set internazionale e severa scuola di  formazione per tanti giovani anche polo di una straordinaria isola ecologica fluviale.

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Tutti i nostri sensi per apprezzare i cibi, star dell’Expo 2015 che si aprirà a Milano il 1° maggio

Piero Castello, presidente del Kiwanis Club di Vercelli, annota al termine della conviviale di giovedì 9 aprile al Circolo Ricreativo cittadino: “E’ il nostro contributo nella preparazione di Expo 2015 che il 1° maggio sarà inaugurata a Milano, star mondiale il cibo, nutrimento per l’energia del globo. Abbiamo voluto questo incontro sull’abbinamento delle birre con gli alimenti della nostra tradizione territoriale e anticipare con il nostro piccolo contributo di immagine Expo 2015: semplice antipasto con sfoglie, risotto con la zucca, fettine di maiale con patate”.
Fulvio Giublena, sommelier che non fa differenza tra il vino retaggio della nostra tradizione enoica e le birre testimonianza della tradizione medioevale benedettina e cistercense, spiega: ”La composizione dei cibi conta molto, ma conta di più il nostro rapporto con i piatti sulla mensa esaltato dai nostri sensi. Sono essi che, in fondo, ci danno il gusto e proclamano la bontà di una portata aiutandoci negli abbinamenti con le bevande. E questo con le birre apre a tavola un capitolo diverso da quello del vino, stimolandoci a scoperte affascinanti per le quali è importante la conoscenza dei singoli alimenti e le loro caratteristiche”.  Non solo, aggiunge: “Le birre che accompagnano i nostri cibi, in Italia sono prodotte da 800 birrerie artigianali, una trentina circa in Piemonte, alcune delle quali nel nostro territorio. In Italia si sta notando un fenomeno interessante e singolare: i mastri birrai artigianali italiani hanno come riferimento la storia europea della birra ma nelle loro produzioni si avvicinano sempre più alle tecniche del vino”.
Ketty Politi, presidente del Soroptimist di Vercelli, presenta la scatoletta del risparmio alimentare, per adesso unica in Italia, da mettere in tavola in ogni convivio, senza sprecare e per non avanzare, con la dose giusta di ogni alimento.

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E in cento anni il Kiwanis attraversa la storia del secolo breve cadenzato da successi e canzoni

Il Kiwanis International è stato ideato nel 1914 negli Stati Uniti industriali quando la belle époque stava consumandosi e con l’attentato a Serajevo del principe ereditario asburgico si accendevano i primi bagliori della grande guerra, definita da papa Benedetto XIV una inutile strage. Giovedì 26 marzo al Circolo Ricreativo Vittorio Ghiotto, già alto ufficiale del nostro esercito e ex luogotenente governatore del club ha rievocato i cento anni del Kiwanis, costituito nella prima convention nel gennaio 1915, e il suo sviluppo nel mondo. La sua conferenza si è intrecciata con le canzoni di un secolo, anche chiamate canzoni del cuore nella esecuzione di Micaela Marello cantante alessandrina socia del club. Anche tutti questi brani musicali sono entrati in maniera indelebile nella storia musicale di un secolo, come ad esempio Tu che mi hai preso il cuore o La vie en rose.
Ghiotto e la Marello sono stati presentati da Piero Castello, presidente del Kiwanis Club di Vercelli costituitosi negli anni Ottanta e uno dei sodalizi più attivi del Kiwanis International-distretto Italia San Marino.

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Kiwanis, un secolo di azione e solidarietà

Il Kiwanis International ha cento anni, ricordati con una serie di manifestazioni e conferenze in tutta Italia, fortemente volute da Elio Garozzo governatore per il distretto Italia San Marino e caratterizzato dal logo Centennial Year, anche solennizzato con un particolare simbolo e distintivo. All’inizio degli anni duemila, pertanto nel terzo millennio, è stato governatore del Kiwanis il vercellese Ezio Barasolo, medico urologo. Il Kiwanis Club di Vercelli, attualmente presieduto da Piero Castello informatico della Atena azienda vercellese, è stato fondato il 4 giugno 1981, con atto del notaio Ignazio Ferrara, promotori e soci fondatori Giuseppe Masini, Costante Bossi, Renato Caffi, Augusto Canali, Luciano Caffi, Emilio Carenzo, Cesare Canali. La storia del club vercellese è stata raccontata nel libro Oltre l’orizzonte, ventennale di fondazione del Kiwanis Club di Vercelli 1981-2001, presidente Paola Di Carlo, volume a cura di Enrico Villa, edizione Arti Grafiche, gennaio 2002. Il Kiwanis Club di Vercelli, fra l’altro, ha contribuito al totale rilancio dell’Università Popolare vercellese presieduta da Paola Bernascone Cappi prima presidente e quindi luogotenente governatore e con l’iniziativa non tradizionale dell’attuale presidente Piero Castello. Egli, cogliendo in pieno il messaggio per un modo nuovo di fare informazione, nell’autunno 2014 ha istituito il sito elettronico intestato al Kiwanis Club di Vercelli, con l’obbiettivo di farlo diventare nel tempo una rivista informatica e elettronica, dedicata alla cultura e alle molteplici iniziative kiwaniane nell’ambito territoriale. In parte, il sito già sostituisce la rivista nazionale del Kiwanis Distretto Italia San Marino Kiwanis, voluta dal governatore Ezio Barasolo e diretta per anni dal giornalista professionista Enrico Villa.
Giovedì 26 marzo al Circolo Ricreativo, Vercelli via Galileo Ferraris, i cento anni del Kiwanis International saranno ricordati dal torinese Vittorio Ghiotto, già luogotenente governatore. Saranno anche richiamati gli episodi salienti della storia del Kiwanis Club vercellese. Parte della serata, inoltre, sarà dedicata ad una parte musicale anche rievocativa, a cura di Micaela Marello socia del Kiwanis Club di Alessandria Città della paglia.

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Da un secolo maestri dei liquori in Italia e in Europa

La famiglia Luparia è originaria di San Martino di Rosignano, cuore della enologia del Monferrato. Le sue capacità imprenditoriali da molti decenni hanno cadenzato la storia dei vigneti e dei vini piemontesi, in particolare sulla direttrice Casale Monferrato-Vercelli, patria del riso italiano e da anni (dal 1967, per la precisione) capitale europea del riso. La grappa che l’industria Magnoberta di Casale Monferrato, che fa capo ad Alberto, Andrea, Valeria e Roberta Luparia, sfumata consente agli chef stellati di proporre magnifici risotti, anche fattori di gastronomia più che mai adatti all’Expo 2015 alla cui inaugurazione, il primo maggio prossimo, manca ormai una manciata di giorni. Giovedì 12 marzo nei saloni al primo piani dell’industria enologica e dei liquori Magnoberta un magnifico Risotto alla grappa è stato proposto da Alberto, Andrea e Valeria ad oltre una settantina di estimatori, soci del Kiwanis Club di Vercelli presieduto da Piero Castello e del Kiwanis Club di Casale Monferrato presieduto da Angela Anarratone, del Soroptimist vercellese presieduto da Ketty Politi e del Soroptimist casalese presidente Cristina Bonzano.

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Dalla grappa alla pasticceria e alla frutta, una industria agroalimentare con le radici in Monferrato

In principio fu la “sgnapa”, liquore di acquavite del tutto italiana, per uomini rudi dediti al duro lavoro fisico e agli assalti con il rischio della vita come nella grande guerra fra i monti trentini e friulani. Poi, con l’affinamento della enologia che a Casale Monferrato trovò una base scientifica e divulgativa, divenne la grappa che adesso noi conosciamo. E, accanto alle cantine, conseguenza tutta italiana delle cantine sociali le cui prime furono fondate ad Oleggio e a Gattinara (Novara e Vercelli) sorsero le importanti distillerie alla fine dell’Ottocento e nel Novecento, diventate industrie con molta attenzione per il marketing e le tecniche commerciali. L’ultima fase dell’evoluzione della grappa frutto, come anche molti profumi e cosmetici della ricerca e della sperimentazione, è diventato una bevanda di grande personalità ma anche largamente gradita al pubblico femminile.
Il cambiamento abbastanza rapido nel tempo, che rientra nella serie degli incontri (l’ultimo il 26 febbraio con la relazione dell’economista Giorgia Casalone dell’Upo) sarà illustrato per il Kiwanis Club di Vercelli a Casale Monferrato giovedì 12 marzo nello stabilimento Magnoberta, con l’illustrazione introduttiva di Valeria Luparia, dirigente della produzione e della qualità del complesso, nonché con la visita degli impianti. L’evento, catalogato ufficialmente di cultura economica ed enogastronomico, è in realtà un interclub. Infatti esso è stato promosso e organizzato dal Kiwanis Club cittadino presieduto da Piero Castello e dal Soroptimist Club di Vercelli presieduto da Ketty Politi.

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Il dilemma della alfabetizzazione economica

Gli organismi economici e finanziari e internazionali, anche l’ Associazione Bancaria Italiana (ABI) e la Banca d’Italia, hanno rilevato che è assai scarsa la formazione economica e finanziaria degli abitanti del nostro Paese. La soluzione del problema è stata affrontata da diverse associazioni e agenzie che hanno avviato veri e propri “corsi di recupero e di alfabetizzazione” a Milano, Roma e in tante altre località italiane. Il tema si intreccia con quell’altro, assai importante, dell’istruzione universitaria dei nostri giovani che, secondo l’Istat, cercano lavoro nella percentuale di circa il 40%.
Il Kiwanis Club di Vercelli, presieduto da Piero Castello, sull’argomento, di grande attualità, ha programmato approfondimenti con un primo incontro a Borgovercelli. Relatrice la dottoressa Giorgia Casalone del Dipartimento di Studi per l’Economia e l’Impresa (DiSEI), ricercatrice e docente a Novara di Scienza delle finanze. Appunto, Giorgia Casalone illustrerà questo tema specifico che anche richiama l’importante Dipartimento  dell’Università del Piemonte Orientale (UPO): Conviene studiare? La formazione del capitale umano e le prospettive per i laureati.

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La storia e la cultura dietro le maschere di canevale

Chi considera Carnevale soltanto una carnevalata, al massimo degna di una sfilata e di qualche carro allegorico, forse sbaglia. Dal suo punto di vista, il Kiwanis Club di Vercelli, presieduto da Piero Castello, ha un’altra opinione. E giovedì 12 febbraio nel salone del dopolavoro di Atena, festeggiando il Carnevale vercellese 2015 ha cercato di dimostrare la sua tesi con un incontro speciale di soci e di amici e con una manifestazione anche culturale legata al territorio, del tutto particolare. Era presente il sindaco di Vercelli Maura Forte. E all’incontro intitolato “A carnevale ogni cibo …vale” erano anche presenti Sandro Baraggioli presidente di Atena SPA con il direttore generale Alessandro Giancola, Aillinn Scotti amministratore unico di Atena Trading, Silvia Mercenari dirigente del personale e dell’organizzazione di Atena. Inoltre presente Ketty Politi, presidente del Soroptimist Club di Vercelli, ma per diversi aspetti una delle rappresentanti di quel mondo dei clubs di servizio che in queste settimane a Vercelli, a Santhià, a Varallo e sui rispettivi territori stanno dimostrando tanta vivacità e volontà di collaborare alla crescita della comunità locale.

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La tradizione del cibo che rende ancor più vivo il Carnevale testimonianza della cultura del territorio

Il titolo è: “A Carnevale ogni cibo…vale”. Giovedì 12 febbraio alle 20 nel salone del Cral dell’Atena Paola Bernascone, presidente dell’Università Popolare vercellese, vice presidente del Kiwanis Club di Vercelli e socia dell’Accademia della cucina italiana inviterà a questa riflessione proposta dal titolo per concludere in modo lieve, ma anche culturale, il Carnevale 2015 cittadino e del suo territorio. L’iniziativa è del Kiwanis Club di Vercelli presieduto da Piero Castello che ha dato questa indicazione tenendo conto della ricchezza gastronomica e alimentare del Vercellese, “terra d’acqua”, dove in cucina domina su tutto la panissa per la quale sono ovviamente indispensabili il riso di qualità aggiunto al salam dla duja, alle fasole di Villata o anche ai fagioli di Saluggia nonché al buon vino rosso Gattinara e delle colline che si affacciano sul fiume Sesia. Dal fiume deriva l’anima della nostra pianura su cui si specchia il Monterosa. Ma non solo riso e complementi indispensabili. Infatti, parte del Vercellese verso il Torinese è anche il regno degli ortaggi e, più recentemente, del Kiwi e di altra frutta ricca di vitamine nonché della carne. Inoltre, la cucina e la gastronomia semplici ruotano intorno ai Carnevali di Santhià e di Borgosesia, entrambi storici e che anche richiamano i modi di alimentarsi della collina vercellese e biellese e della montagna.

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